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Gli Amici portano una Croce sul Monte Nudo

CUVEGLIO - (r.p.) - L’ultima cerimonia ufficiale in cima al Monte Nudo si ebbe il 22 ottobre del 1904: sotto una pioggerella insistente, l’ingegner Enrico Peregrini, consigliere comunale a Cuvio e deputato provinciale di Como, inaugurò il rimboschimento della montagna dopo decenni di tagli selvaggi che erano stati all’origine di frane e smottamenti.  A distanza di tanti anni, domani pomeriggio, la stessa zona vivrà un altro momento d’interesse con la benedizione della Croce in acciaio che la neonata associazione Amici della montagna ha collocato in questi giorni sulla vetta. Posto fra Casalzuigno e Brenta, il Monte Nudo separa in pratica la Valtravaglia dalla Valcuvia. Il culmine è a 1235 metri sul livello del mare e da lassù la vista si spande per 360 gradi verso i monti del Ticino e la pianura milanese, in un contesto naturale praticamente intatto. La cerimonia di domani avrà inizio con il ritrovo alle 14.30 al passo Cuvignone, da dove parte il ripido sentiero che in tre quarti d’ora porta in cima al monte. Alle 16 sono previste la celebrazione eucaristica e la benedizione della Croce, presenti Don Mario Binda, parroco di Cuveglio, e la corale Amedeus. Al termine, brindisi augurale. Alla base del manufatto, alto sette metri e corredato da una semplice lapide dettata dallo stesso don Binda, rimarrà il “libro di vetta”, sul quale gli escursionisti potranno apporre la propria firma e che funzionerà da “termometro” della frequenza con cui il sentiero è battuto. Con questo appuntamento s’inizia l’attività degli Amici della montagna, nuovo gruppo di appassionati escursionisti (una quarantina, di tutte le età) provenienti in maggioranza da Cuvio e Cuveglio e che mantengono viva la tradizione locale di conoscere e tutelare le montagne varesine. 


Da “La Prealpina”, 23 maggio 1998

Croce sulla cima

Al Monte Nudo, in vista del giubileo
Voluta dagli “amici della montagna” di Cuveglio, è stata collocata il 24 maggio scorso e benedetta dall’arciprete di Canonica 


Dall’alta vetta una presenza di luce e di speranza per le nostre valli ”  Maggio 1998. Sulla cima del Monte Nudo questa frase è scolpita nella pietra sotto una grande croce, simbolo e dimostrazione di fede e speranza. Domenica 24 maggio ore 16: nonostante il persistere delle nuvole che avvolgevano la cima, nascondendo il vasto panorama sulla Valcuvia, in vetta alla “ Biota ” (nome dialettale del Monte Nudo) si svolgeva una cerimonia dal profondo significato religioso, civile e culturale: la benedizione di una croce alta sei metri sopra un piedistallo in pietra di metri 1,10. Bella, imponente, di brillante acciaio tubolare da 220mm. e uno sbraccio di metri 3,46 faceva alzare gli occhi a tutti verso l’infinito più alto del cielo e la sua presenza ci faceva sentire partecipi di questo avvenimento del quale i giovani potranno dire con orgoglio in futuro... “ c’ero anch’io ” .
La croce, voluta da un gruppo di vari amici e “ Amici della montagna” di Cuveglio è nata nel ricordo di un amico che non c’è più, ma è nel cuor di tutti. Inoltre rappresenta la volontà di lasciare un segno in cima alla nostra montagna come simbolo di protezione per la valle, come su molte montagne svizzere, nella imminenza della fine del secolo e del nascere di un nuovo millennio. L’intenzione è di poter illuminare la croce per il prossimo 2000.
Se si tiene conto che per arrivare alla cima del Monte Nudo non ci sono strade, tutto si è dovuto portare in vetta sulle spalle. Il lavoro è iniziato a febbraio e hanno collaborato tutti, anche le signore e i ragazzi che hanno viaggiato con sabbia e cemento nello zaino, come in antico si usava collaborare a molte opere viaggiando con il gerlo.
Agli uomini, “ Amici della montagna ” , il plauso e il ringraziamento per il coraggio e il lavoro in tanti giorni di vacanza per porre in opera questo segno, che va a loro vanto, per l’idea, la costanza e anche per l’amicizia che li ha legati nell’opera e li lega nella vita.
Non è la prima volta che Cuveglio, nel suo complesso, dà segno tangibile di unione nel realizzare opere di cui resterà il segno nel tempo a stimolo delle nuove generazioni. Per la cronaca dirò che la cerimonia è stata commovente con la partecipazione di un centinaio di persone, il presidente della C.M. Ing. Paglia e i rappresentanti dell’Oratorio di Canonica. Don Mario Binda ha celebrato la S.Messa aggiungendo parole commosse, nell’omelia, riferite alla Croce come simbolo di salvezza. Alla benedizione c’è stato un lancio di petali di rose; in quel momento è uscito dalle nuvole anche un raggio di sole curioso.
Ma come è arrivato Don Mario in cima al Monte Nudo? Semplice, con la carriola. L’ingegno di un certo Danielli Federico e compagni hanno trasformato una carriola in “ risciò ” da montagna (si vuole brevettarlo) e una perfetta organizzazione di “ carriolisti ” patentati ha fatto arrivare Don Mario fino alla cima. Lui, prima di tutto, si è fidato, poi si è seduto bello e pacifico nella sua poltrona da viaggio e via! Va detto che in quelle condizioni era pronto a scalare il Monte Bianco. Si sta già preparando per l’anno prossimo perché certamente il fatto diventerà tradizione e tutte le quarte domeniche di maggio i cuvegliesi andranno al Monte Nudo con il loro parroco (in carriola) a celebrare Messa e ritrovare la loro croce e la loro fede.


GREGORIO CERINI
Da  “ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO ” - 6 giugno 1998

Estasiati verso la vetta

Inaugurato il Sentiero Felli

CUVEGLIO- Tre chilometri di sentiero montano, un' ora di cammino senza particolari difficoltà, fra i nostri boschi prealpini e in vista del Lago Maggiore, in un ambiente ancora intatto, ricco di flora e fauna, di grande bellezza: è stato inaugurato domenica scorsa il "Sentiero Piero Felli" che dal rifugio Adamoli (977mt di altitudine) sale rapidamente alla cima del Monte Nudo. Dove a 1235 mt si innalza una grande croce.
L' intervento è stato possibile grazie all' impegno del Gruppo Amici della Montagna, un' associazione composta soprattutto da cuvegliesi che hanno in comune la passione per il passo breve dei montanari, il piacere di condividere la fatica, i grandi silenzi, le fatiche coronate dalla visione di vasti panorami. Diverse settimane di lavoro hanno consentito di riaprire un percorso divenuto ormai solo poco più di una traccia fra l' erba, gli arbusti, le piante. Un impegno preso nella memoria di un amico scomparso da poco e che manifestò più volte di fare la stessa cosa  per regalare ai tanti escursionisti valcuviani e non un' occasione in più di risalire le montagne che li separano dal Verbano. E a lui è stato appunto dedicato il sentiero. Un' idea apprezzata da molti, dato che all' inaugurazione erano presenti più di cento persone, compresi i rappresentanti del CAI di Besozzo e di Laveno e il parroco di Cuveglio, don Mario Binda. Escursione tutta particolare, la sua, visto che, lasciata l' auto al rifugio Adamoli, ha proseguito sino alla vetta comodamente - si fa per dire - seduto in... cariola: l' unico mezzo che gli consentisse di arrivare sin lassù superando gli acciacchi dell' età.

Da "La Prealpina", 8 giugno 2000

Da Dieci anni la Croce è in vetta

LA S.MESSA SUL MONTE NUDO CELEBRATA DA DON GIANLUIGI BOLLINI, PRESENTI OLTRE 150 FEDELI

Organizzata dagli “Amici della Montagna” e dalla “Pro Loco” di Cuveglio, domenica 4 maggio 2008, sulla cima del Monte Nudo, in Valcuvia, Don Gianluigi Bollini, parroco di Cuveglio, ha celebrato la Santa Messa in Vetta. Alla cerimonia, iniziata alle ore 16, hanno partecipato oltre 150 fedeli giunti in vetta principalmente dal Passo del Cuvignone su un comodo sentiero percorribile in tre quarti d’ora di cammino, ma anche da altri sentieri più impegnativi. La Messa è stata accompagnata dal suono delle chitarre e dai canti dei ragazzi dell’oratorio e salutata da un messaggio di pace rappresentato con la liberazione di 11 piccioni.
Dopo la testimonianza di Padre Lucio, missionario laico tra i poveri del Bangladesh e l’esecuzione del canto “Il Signore delle cime” dedicato agli amici che non ci sono più, si è conclusa la parte liturgica. Il brindisi finale, con il taglio della torta è stata un’occasione per vivere momenti conviviali fra persone animate da sentimenti comuni come la religione e il rispetto per la natura e le tradizioni locali. Questo anno ricorrono i 10 anni da quando un gruppo di amici cuvegliesi, uniti dalla passione per la montagna e animati da sentimenti religiosi, nella primavera del 1998 ha promosso e realizzato la costruzione di una croce sulla cima più alta della valle: il Monte Nudo.
L'attuazione del progetto si è concretata grazie all’aiuto di una quarantina di persone, tra cui donne, giovani e anche bambini. Ciascuno dei partecipanti ha dato il suo apporto, entusiasta di partecipare ad un’opera che rimarrà nel tempo. Alla base della croce c’è una frase è scolpita nella pietra: “ Dall’alta vetta una presenza di luce e di speranza per le nostre valli ” simbolo e dimostrazione di fede e speranza, inoltre rappresenta la volontà di lasciare un segno in cima alla montagna come simbolo di protezione per la valle. La Croce, alta sette metri, è stata eretta il 23 maggio 1998 e, il giorno dopo, festa dell’Ascensione, è stata benedetta durante la Santa Messa celebrata per inaugurare il monumento. Poche settimane dopo questo evento, il promotore degli “Amici della montagna” di Cuveglio, Piero Felli è venuto a mancare; perciò i suoi amici si sono proposti di organizzare e dedicare alla sua memoria la celebrazione della Santa Messa in Vetta, rito da officiare ogni anno, per l’Ascensione. Per meglio celebrare la ricorrenza dei 10 anni trascorsi, gli Amici della Montagna hanno ricostruito l’altare, su cui hanno posto una targa commemorativa, hanno realizzato nuove panchine ed hanno confezionato delle magliette recanti il disegno della croce e la frase della lapide. La tradizione della Messa in Vetta si è consolidata negli anni grazie all’apporto dei parroci di Cuveglio che si sono succeduti nella loro missione.
Il primo è stato Don Mario Binda che ha scritto la frase scolpita sotto la croce. Resterà per sempre nei parrocchiani l’immagine dell’anziano sacerdote portato in vetta con un veicolo allestito all’uopo: una carriola con montata sopra una poltroncina, mezzo certamente poco solenne, ma di indubbia efficacia. Don Mario, mostrando semplicità e simpatia, si è affidato all’improvvisata organizzazione di “carriolisti”che lo hanno condotto a destinazione senza troppi sobbalzi. Il cammino è proseguito con Don Battista Galli, uomo di montagna, che nel breve periodo in cui è rimasto a Cuveglio, si è mostrato entusiasta di questa manifestazione. Chiamato ad altri incarichi, ha salutato i parrocchiani proprio in occasione della Messa in Vetta. Ora è Don Gianluigi Bollini a portare avanti il discorso iniziato dai suoi predecessori. Ha coinvolto sempre più i giovani, fidando sui sentimenti comuni alla gente di montagna, quali la solidarietà e la semplicità nella speranza che i momenti di luce e di gioia vissuti in montagna possano essere trasportati nella vita quotidiana in valle.


DARIO MORGANTI
Da  “ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO ” - 10 maggio 2008