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Storia della Linea Cadorna

LINEA CADORNA è il sistema di fortificazioni costruito lungo il confine italo-svizzero tra l’estate del 1915 e la primavera del 1918, durante il primo conflitto mondiale.
Con l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria il 24 maggio 1915 e i dubbi sulla neutralità svizzera, l’Italia temeva una invasione austro-tedesca attraverso i valichi alpini svizzeri e diretta ai centri  industriali ed economici del nostro paese, quindi il generale Luigi Cadorna, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ordinò di avviare i lavori difensivi versa la frontiera svizzera, rendendo esecutivo il progetto di difesa già predisposto.
La costruzione di questa linea fu il risultato di quasi cinquant’anni di studi. I lavori di fortificazione hanno inizio nel 1916. La linea di difesa della 5. Armata comprende i settori: Sempione-Toce, Verbano-Ceresio, Ceresio-Lario, Mera-Adda.
Già a partire dal 1911 furono costruiti lo sbarramento di Gravellona Toce e gli appostamenti per artiglieria sui monti Piambello, Scerré, Martica, Campo dei Fiori, Gino e Sighignola.
Nel frattempo anche la Svizzera intensificò i lavori di fortificazione verso l’Italia, realizzando opere di sbarramento a Gordola, Magadino, Monte Ceneri e sui monti di Medeglia.
Nella relazione di chiusura nel 1918 fu dichiarata la consistenza dei lavori difensivi eseguiti dalla Val d’Ossola alla Cresta orobica, attraverso le alture a sud del Lago di Lugano e con elementi in Val d’Aosta. Comprende 72 km di trinceramenti, 88 appostamenti per batterie, di cui 11 in caverna, mq 25000 di baraccamenti, 296 km di camionabile e 398 di carrarecce o mulattiere. Vi furono adibiti 15-20000 operai.
Con la fine della guerra le fortificazioni verranno dismesse. Parte di queste strutture saranno riutilizzate per le esercitazioni militari e tutte quante inserite poi, negli anni trenta, nel progetto del Vallo Alpino, linea difensiva lungo i 1851 chilometri di confine dello Stato italiano che non giunse mai a compimento.
Nella seconda guerra mondiale la Linea Cadorna non fu mai interessata dalle operazioni belliche, esclusi due tratti, il Monte San Martino (VA) e l’Ossola (VB) e che per breve tempo, 19 settembre-15 novembre 1943 per il San Martino e 12- 21 ottobre 1944 per l’Ossola, furono utilizzati come basi partigiane del Gruppo “Cinque Giornate” agli ordini del ten. col. Carlo Croce e dei partigiani della “Repubblica dell’Ossola”.